{"id":4809,"date":"2020-10-27T11:37:00","date_gmt":"2020-10-27T11:37:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.asimmetrie.org\/?p=4809"},"modified":"2022-05-28T13:31:48","modified_gmt":"2022-05-28T12:31:48","slug":"listruzione-elisabetta-frezza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/asimmetrie.org\/en\/interventi\/opinions\/listruzione-elisabetta-frezza\/","title":{"rendered":"L&#8217;istruzione"},"content":{"rendered":"\n<p>La scuola c\u2019entra, eccome, con il conformismo.<\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">In quanto bacino di raccolta e di smistamento delle giovani generazioni, la scuola \u00e8 un ganglio fondamentale nella edificazione del mondo nuovo degli uguali, obbedienti e pacificati perch\u00e9 cresciuti senza velleit\u00e0 di pensiero. Che la scuola si sia intestata questo compito palesemente antitetico alla propria ragion d\u2019essere \u00e8 uno dei tanti paradossi che ci sono inflitti nel tempo delle verit\u00e0 invertite, del bi-pensiero e della ubriacatura delle parole in libert\u00e0. Un paradosso esiziale della cui esistenza, e soprattutto della cui gravit\u00e0, pochi si rendono conto.&nbsp;<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Per parte mia, consegner\u00f2 qualche riflessione che attinge a quello che, in fondo, \u00e8 il movente che mi ha spinto in questi anni ad approfondire alcuni aspetti legati alla scuola e alla educazione, ovvero l\u2019esperienza diretta come madre di cinque clienti dell\u2019istruzione pubblica italiana distanziati di un triennio l\u2019uno dall\u2019altro: un\u2019esperienza che ho vissuta in una prima fase quasi passivamente ma, dopo un paio di giri di ricognizione, in modo via via pi\u00f9 disincantato, non fosse altro che per l\u2019esito impietoso del confronto diacronico tra le varie istantanee scattate allo stesso soggetto lungo l\u2019arco di qualche lustro.&nbsp;<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Quella signora un po\u2019 <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">ag\u00e9e<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">, ma ancora piacente e ancora feconda che era la scuola italiana \u2013 un tempo ammirata da tutti come modello di eccellenza sulla scena mondiale \u2013 si \u00e8 rapidamente deturpata. O meglio, come \u00e8 facile capire, basta grattare appena appena il cerone che le \u00e8 spalmato in faccia, \u00e8 stata deliberatamente sfigurata, in esecuzione di un preciso disegno criminoso, per dirla in gergo penalistico. Perch\u00e9 c\u2019\u00e8 del dolo e c\u2019\u00e8 del metodo in questa follia autodistruttiva, anche se, come sempre, bisogna distinguere tra diversi gradi di compartecipazione: ci sono i mandanti, pochi, ci sono gli esecutori pi\u00f9 o meno consapevoli, ci sono gli utili idioti. E questi sono molti di pi\u00f9.<\/span><\/p>\n\n\n\n<p>Fatto sta che di fronte all\u2019evidenza \u2013 che \u00e8 una evidenza empirica \u2013 di un tracollo culturale devastante del nostro sistema di istruzione, lanciato all\u2019inseguimento anzich\u00e9 posto a compensazione e presidio di una degenerazione morale e sociale diffusa e sotto gli occhi di tutti \u2013 un tracollo avvenuto all\u2019insegna proprio della omologazione coatta camuffata da progresso pedagogico \u2013 non si pu\u00f2 innanzitutto non soffrire. Poi, occorre farsi qualche domanda sul come questo fenomeno si sia potuto verificare senza intoppi. E alla fine non si pu\u00f2 nemmeno assistere inerti all\u2019annientamento seriale dei cervelli e alla loro manipolazione programmata. Tanto pi\u00f9 in quanto tutto questo proviene dall\u2019istituzione che pi\u00f9 di ogni altra dovrebbe esser responsabile del futuro di una nazione. E dovrebbe guardare a finalit\u00e0 di ordine generale e superiore, di elevazione culturale, di edificazione umana e sociale.<\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">E invece lo Stato \u00e8 progressivamente arretrato dalla scuola cosiddetta pubblica, per lasciare spazio a un moloc burocratico militarizzato a servizio del capitale privato, e quindi di interessi particolari e obiettivi eccentrici rispetto al bene comune. C\u2019\u00e8 infatti un consorzio di enti privati <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">formalmente estraneo alle istituzioni, ma ufficialmente acquattato sotto il loro ombrello, che, per le politiche scolastiche, detta la linea ai governi, materialmente scrive le riforme e mette a frutto risorse finanziarie imponenti; si avvale di un apparato burocratico <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">cristallizzato e inamovibile, un esercito di gnomi in servizio permanente, che innerva e presidia le istituzioni centrali e periferiche (dai funzionari ministeriali fino ai singoli dirigenti istituto). \u00c8 una delle articolazioni del <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">deep state<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> di cui si \u00e8 parlato in un panel di questo incontro, traducibile con Stato parallelo, o Stato nello Stato, o <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">imperivm in imperio<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">. <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Esso si avvale anche del contributo fondamentale di quei nuovi oracoli (gli enti di rilevamento quali l\u2019INVALSI, l\u2019OCSE PISA, o gli osservat\u00f2ri quali Eduscopio della Fondazione Agnelli) che emettono vaticini intimidatori e compilano pagelle e che, di fatto, pilotano flussi di iscrizioni, finanziamenti, programmi; e lo fanno sulla base di verifiche periodiche sia sulle \u201ccompetenze\u201d e \u201cabilit\u00e0\u201d degli studenti attraverso<\/span><span style=\"font-weight: 400;\"> quiz a crocette (l\u2019\u201dabilit\u00e0\u201d richiesta, cio\u00e8, \u00e8 di livello pressoch\u00e9 scimmiesco<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">), sia sulla qualit\u00e0 delle offerte formative delle scuole. Questi test servono, ci dice chi li elabora, <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">\u00abPer valutare in modo standardizzato le performance degli studenti\u00bb e \u00abper influenzare le politiche di riforma globalizzando il campo dell\u2019educazione<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">\u00bb.<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Standardizzazione, globalizzazione: queste sono le parole d\u2019ordine, e non c\u2019\u00e8 molto da aggiungere.&nbsp;<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Ed \u00e8 questo, in estrema sintesi, l\u2019orizzonte che ha ispirato un processo pluridecennale di riforme sulla scuola, tutte accomunate da una stessa identica <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">ratio<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">; processo che si \u00e8 coronato e ha raggiunto l\u2019apoteosi nell\u2019estate del 2015 con l\u2019epifania della buona scuola renziana, buona appunto per autocertificazione.<\/span> <span style=\"font-weight: 400;\">Una legge fraudolentemente confezionata, furtivamente votata, poderosamente finanziata \u2013 <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">evidentemente per la bonifica dei cervelli non si bada a spese \u2013<\/span><span style=\"font-weight: 400;\"> che si \u00e8 rivelata uno scrigno inesauribile di trovate devastanti modellate sui diktat sovranazionali. Si potrebbe parlare a lungo delle trovate contenute nel lungo, farraginoso e sconnesso testo della legge (dall\u2019alternanza scuola-lavoro, all\u2019orientamento, agli obiettivi formativi prioritari, alle competenze chiave per l\u2019apprendimento permanente, al metodo CLIL). Qui basti dire, in via generale, che con la legge 107 \u00e8 stato assemblato un sofisticato marchingegno funzionale a inglobare nell\u2019ordinamento interno \u2013 in alcuni casi di soppiatto, facendolo entrare da una porticina di servizio attraverso un gioco di rinvii plurimi, concatenati e permanenti (cio\u00e8 fatti per recepire in modo automatico e continuativo quanto elaborato in sede extra-parlamentare) \u2013 tutto quanto viene sfornato senza tregua dalle tecnocrazie europee. Cio\u00e8 dal mostro burocratico senza volto e senza responsabilit\u00e0 i cui pronunciamenti in materia di istruzione non sono di per s\u00e9 vincolanti per gli Stati membri, in teoria, ma <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">nei fatti lo diventano per via del ricatto economico.&nbsp;<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">L\u2019UE, dal canto suo, ci manda a dire attraverso le sue martellanti risoluzioni, che \u00ab<\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">crede fortemente nel potenziale trasformativo dell\u2019istruzione<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">\u00bb. E come darle torto.<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Dunque, \u00e8 su un cumulo di macerie che si \u00e8 abbattuto il meteorite chiamato Covid. Un virus assai controverso, ma a quanto pare provvidenziale per permettere di instaurare, e perpetuare <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">sine die,<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> uno stato di emergenza che serva a impunemente calpestare le garanzie costituzionali e a deprimere le libert\u00e0 fondamentali.&nbsp;<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Il regime sanitario ha investito di prepotenza anche la scuola imprimendo una svolta inquietante all\u2019addestramento precoce alla vita in schiavit\u00f9. Lo Stato poliziesco \u2013 lo Stato <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">democratico<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> poliziesco \u2013 si appropria <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">manu militari <\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">dei suoi sudditi in erba per crescerli ligi, uguali e obbedienti. Lo fa imponendo loro l\u2019isolamento, fisico e psicologico; un controllo sanitario sempre pi\u00f9 stringente; un penetrante, sinistro condizionamento ad assumere comportamenti conformi, quasi rituali, un po\u2019 come tante scimmiette addestrate. L\u2019arma vincente \u00e8 la minaccia dell\u2019esclusione dei non conformi, per indegnit\u00e0, dal gruppo dei pari e dal consesso civile.&nbsp;<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Tutto questo, chiaramente, fa il paio con l\u2019opera risalente di annichilimento culturale e di sistematico immiserimento del sapere; che tra l\u2019altro si realizza anche attraverso la normalizzazione della scuola digitale: i banchi a rotelle non sono altro che un modo, obliquo e surrettizio, per imporre e consolidare questo modello.<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Non per niente l\u2019UNESCO, riferendosi alla scuola dell\u2019emergenza, l\u2019ha significativamente decantata come \u00ab<\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">l\u2019esperimento di pi\u00f9 vasta scala nella storia dell\u2019istruzione<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">\u00bb: siamo di fronte, ce lo dicono <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">apertis verbis<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">, a uno straordinario esperimento di ingegneria sociale condotto sulle nuove generazioni, realizzato attraverso le istituzioni, apparecchiato dalle <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">\u00e9lite <\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">globalizzanti che aspirano ad annientare gli anticorpi di un\u2019intera societ\u00e0 procurandosi individui fabbricati in serie, monocromi, monofoni, possibilmente anche unisex. Privi di ogni coscienza identitaria.<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">\u00c8 fondamentale tenere presente come il recente <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">shock<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">\u2013 che comunque ha avuto come effetto collaterale: quello di accendere i riflettori su una scuola che fino a ieri si era deteriorata col favore del buio \u2013 abbia dato il colpo di grazia a un edificio fatiscente di cui restava in piedi ormai soltanto la facciata. Perch\u00e9 l\u2019opera di demolizione si \u00e8 dispiegata per decenni sottotraccia e nell\u2019acquiescenza dei pi\u00f9.&nbsp;<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Come \u00e8 possibile che non ci sia stata una reazione adeguata allo scempio? Innanzitutto ha contribuito la suggestione del nuovo (che, per la vulgata, \u00e8 buono per definizione, a prescindere da ogni giudizio assiologico); poi, il ben noto ruolo eversivo del lessico, che sappiamo essere fondamentale per sovvertire qualsiasi paradigma: il mondo della scuola batte una vera e propria lingua parallela, fatta di un repertorio di formule di ordinanza, che intesse e permea tutte le fonti, dalle leggi, ai decreti, alle circolari, fino ai PTOF, ai documenti di valutazione. \u00c8 un metalinguaggio esoterico, performativo, osceno \u2013 che dovrebbe urtare in primo luogo il senso estetico di chi abbia nell\u2019orecchio i bei suoni e sensati della propria lingua madre \u2013 ma che tutti si trovano ormai a ruminare con disinvoltura finendo per entrare, tutti, in risonanza, chiusi a chiave dentro una surreale gabbia onomastica.&nbsp;<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Ma a rallentare la percezione della rovina ha contribuito anche l\u2019inerzia di un sistema dalle solide fondamenta umane, grazie a docenti di valore che, nel loro orto, hanno continuato a seminare bene avendo la preparazione e la vocazione per farlo, e anche la abnegazione per resistere al trattamento degradante riservato alla categoria (e non ci si riferisce solo e tanto l\u2019aspetto economico, quanto alle consegne burocratiche vessatorie, ai demenziali corsi di formazione e di aggiornamento, o ai meccanismi premiali che favoriscono solo chi si presta a fare la parte dell\u2019imbonitore, dell\u2019animatore da villaggio vacanze, del guitto da cabaret). Per quanto bisogna prendere atto che oggi questi maestri superstiti sono sempre pi\u00f9 isolati, perch\u00e9 anche la loro \u00e8 una specie in via di estinzione visto che nel frattempo la stessa universit\u00e0, programmaticamente svuotata della cultura, \u00e8 per lo pi\u00f9 adibita alla produzione massiva di analfabeti di grado superiore.&nbsp;<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Come sanno dunque bene a Bruxelles, espugnare l\u2019educazione vuol dire accaparrarsi il futuro. G<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">arantire agli scolari un sicuro e confortevole stato di analfabetismo serve a forgiare <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">materiale umano standardizzato, conforme e obbediente. Svirilizzato, privo dell\u2019attitudine al combattimento e quindi incapace di reagire al proprio annientamento programmato. Individui appagati dalla astratta titolarit\u00e0 del proprio \u201cdiritto al successo formativo\u201d, dalle proprie \u201ccompetenze permanenti\u201d (certificate da qualche diploma rilasciato a norma europea), dall\u2019imparare a imparare senza nulla ritenere, e da tutto il resto del ciarpame di formulette beote inventate per distorcere e stravolgere il senso della scuola e la sua stessa ragion d\u2019essere.&nbsp;<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Ecco perch\u00e9 \u00e8 stato smantellato pezzo per pezzo un sistema scolastico che aveva il grave difetto di funzionare a dovere (non per nulla era concepito da un fior di filosofo), ed \u00e8 stato sostituito da un impianto a impostazione aziendalista e mercatista (assicurata dal principio portante dell\u2019autonomia scolastica) che, nel giro di pochi anni, ha reso la scuola un incrocio tra un <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">luna park<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> e un laboratorio di rieducazione etico-sociale collettiva, trasformandola cos\u00ec in una parodia di se stessa. Grazie anche \u2013 purtroppo \u2013 alla collaborazione delle varie parti in causa, genitori <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">in primis<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">, attratti dagli effetti speciali che fanno impennare gli indici di gradimento: pi\u00f9 progetti psichedelici e pi\u00f9 distrazioni variopinte compaiono nei PTOF, pi\u00f9 premiano la scuola al passo con i tempi, e pazienza se i tempi sono barbari. Quanto ai docenti, assistono pressoch\u00e9 inerti, passivi, rassegnati, al proprio umiliante esautoramento e tutt\u2019al pi\u00f9 si agitano per qualche rivendicazione sindacale.<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Lo svuotamento culturale della scuola italiana si realizza attraverso una vera e propria sostituzione dei contenuti \u2013 <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">aliud pro alio<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> si dice nella disciplina dei contratti: al posto delle discipline fondamentali, al posto dei mattoni della conoscenza \u2013 detti anche <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">nozioni<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">, che non \u00e8 una parolaccia come vogliono farci credere, ma <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">deriva da <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">nosco<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">, che \u00e8 l\u2019atto del conoscere<\/span><span style=\"font-weight: 400;\"> \u2013 le ore curricolari sono rimpinzate di contenuti usa e getta ad alto tasso ideologico, sempre in linea col monopensiero obbligatorio. Le lezioni nelle materie fondamentali cedono il passo a un profluvio di pseudo-educazioni, di progetti ricreativi, talvolta peraltro fastidiosamente e abusivamente invasivi della sfera pi\u00f9 intima e personale dei soggetti in via di formazione, con il correlativo esautoramento della famiglia dal suo fondamentale primato educativo: si badi, anche la scuola certamente educa, ma educa istruendo, la sua deve essere una educazione <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">mediata<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">. Tutte queste attivit\u00e0 assortite spesso e volentieri viaggiano in groppa ad altrettanti \u201cesperti\u201d esterni al corpo docente, figure non istituzionali che sfuggono a qualsiasi controllo e responsabilit\u00e0.<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Ma cosa comporta la somministrazione di una macedonia di contenuti evanescenti, per lo pi\u00f9 peraltro di pessima qualit\u00e0? Che agli studenti si d\u00e0 una spolverata di tutto, la dispersione ha la meglio sull\u2019approfondimento, si deprime sul nascere ogni tentazione analitica e ogni anelito speculativo, di fatto ogni vero esercizio intellettuale. La superficialit\u00e0 e l\u2019approssimazione vengono erette a sistema e vengono acquisite come metodo di lavoro.<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">E cos\u00ec la scuola \u00e8 ridotta a un gigantesco asilo. <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Come sostiene per esperienza diretta un mio amico bellunese che ha insegnato nei vari ordini e gradi di scuola: \u00ab<\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">un insegnante che negli scorsi anni fosse passato dalle elementari alle superiori, transitando per le medie, avrebbe visto la scuola elementare corrergli dietro: l\u2019intero sistema infatti ha recepito dalla scuola elementare, e in tempi rapidissimi, un\u2019attenzione spasmodica alla didattica modellata su quella delle elementari<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">\u00bb (Emilio Da Rold,&nbsp;<\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">De vindicanda humanitate libellus<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">).&nbsp;<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Insomma, assistiamo a un imponente processo di infantilizzazione di massa, che investe anche la formazione accademica. Nelle stesse universit\u00e0 colpisce la tendenza, che \u00e8 diventata un imperativo, alla semplificazione sempre e comunque: lo sforzo \u00e8 bandito, deve essere risparmiato a questi giovani che si dice siano tanto svegli, ma nel contempo li si considera altrettanto incapaci di impegnare l\u2019attenzione, la concentrazione, la memoria (la tanto vituperata memoria), disabituati come sono a quella fatica che \u00e8 parte integrante dello studio. Una volta si preparavano esami ponderosi e nessuno \u00e8 morto per questo, ora pare gli studenti non siano pi\u00f9 in grado di sostenere l\u2019impresa e debbano per forza rendere conto del programma a pezzi. Ma frammentare la preparazione, ad esempio (parlo per la mia facolt\u00e0), di un diritto privato, o penale, o di una procedura, al di l\u00e0 forse di un sollievo immediato, provoca un danno importante: impedisce<\/span><span style=\"font-weight: 400;\"> a chi studia di guadagnare uno sguardo di insieme, di cogliere i collegamenti tra i vari istituti, e dunque di percepire il sistema, di farlo proprio e di essere in grado di dominarlo con gli strumenti della logica<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">. E tuttavia pare ormai essere una strada obbligata perch\u00e9 senn\u00f2 si flette l\u2019indice di gradimento, si perdono iscrizioni, punteggio, ribalta, finanziamenti, e un po\u2019 alla volta la facolt\u00e0 che intenda mantenere una impostazione rigorosa \u00e8 condannata alla morte per asfissia.<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">La <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">damnatio memoriae<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> della scuola di matrice gentiliana \u00e8 stata politicamente orchestrata <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">nel nome di una malintesa democratizzazione. A simbolo della missione riformatrice \u00e8 stato eletto quel don Milani, teorico della scuola egualitaria \u2013 nel senso di votata a conseguire l\u2019uniformit\u00e0 dell\u2019ignoranza \u2013 che, idolo mai tramontato dei maestri di fede giacobina, si \u00e8 rivelato essere la cerniera perfetta, in materia pedagogica, tra il progressismo laicista e il progressismo parareligioso, gi\u00e0 attratti l\u2019un l\u2019altro da molte affinit\u00e0 elettive. Abbiamo visto come, in occasione del cinquantesimo anniversario della morte del prete di Barbiana, sia stata orchestrata una imponente operazione mediatica che lo ha celebrato, universalmente e trasversalmente, come modello pedagogico: \u00ab<\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">educatore appassionato per una scuola aperta e inclusiva<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">\u00bb suonava l\u2019epitaffio che gli \u00e8 stato dedicato, identico, sia dall\u2019allora ministro Fedeli sia da Bergoglio, in quella straordinaria corrispondenza di amorosi sensi tra i due che si \u00e8 manifestata in molte altre occasioni, a partire dal libro scritto a quattro mani sulla scuola che ha mutuato il titolo da una delle formulette tratte dal nuovo pedagogismo di maniera: <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">imparare a imparare<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">.&nbsp;<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Ma questa <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">vis<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> riformista, e iconoclasta, che si \u00e8 abbattuta sull\u2019istruzione italiana ha sortito l\u2019effetto paradossale <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">che la scuola pubblica, nata come straordinario strumento per sollevare le masse dalla ignoranza, si \u00e8 intestata ufficialmente il compito di assicurare l\u2019ignoranza di massa.<\/span><\/p>\n\n\n\n<p>Del resto la deculturazione \u00e8 una chiave di sottomissione. \u00c8 tanto pi\u00f9 vero oggi che il martellamento mediatico, alimentatore di superstizioni inscalfibili, ha definitivamente cancellato anche il senso comune, inteso come comune buon senso, che una volta era preservato agli esseri pensanti e affezionati al principio di realt\u00e0, anche non acculturati.<\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Chi \u00e8 culturalmente depresso (ma non lo sa perch\u00e9 \u00e8 solidamente indottrinato) non \u00e8 in grado di turbare o intralciare le simmetrie del potere, perch\u00e9 \u00e8 strutturalmente incapace di decifrare e interpretare i fatti e i loro nessi causali, la loro genesi e le loro conseguenze. Fluttua nell\u2019eterno presente ipertecnologico e omogeneizzato, ed \u00e8 una docile rotellina di un ingranaggio che si muove al ritmo salmodiato dei ritornelli ipnotici creati apposta per scardinare la verit\u00e0 delle cose e far perdere alle masse la percezione della realt\u00e0.&nbsp;<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Dal canto suo, chi ha in mano il telecomando sa benissimo che \u00e8 la prima cosa da fare \u00e8 diserbare il campo perch\u00e9 non vi cresca pi\u00f9 il pensiero, perch\u00e9 si atrofizzi la memoria e possano regnare incontrastati il vuoto delle idee e la fuga dalla realt\u00e0. Il vuoto infatti si pu\u00f2 riempire agevolmente con qualsivoglia contenuto funzionale al potere costituito.<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Questo della deculturazione, peraltro, \u00e8 un fenomeno che si intreccia con altri che sono sotto i nostri occhi e stanno rapidamente sovvertendo ogni aspetto dell\u2019ordine sociale ancora esistente: si intreccia con la dissoluzione della sovranit\u00e0 dello Stato (inteso come <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">res publica<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">, letteralmente come \u201ccosa pubblica\u201d); si intreccia con la demonizzazione della idea di <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">patria<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> (cio\u00e8 terra in cui si \u00e8 nati e che ospita le ossa dei padri, qualcosa che ha a che fare con un legame viscerale e primitivo, con un sentimento spontaneo e irriducibile di appartenenza al luogo dove \u00e8 sedimentato un patrimonio comune, etico, sapienziale, estetico:); e tutto questo si intreccia con il fenomeno imponente della sostituzione di popolo. Infatti, da un lato \u00e8 evidente come l\u2019importazione massiva di esseri umani imponga la dismissione della nostra cultura (non \u00e8 facile insegnare il dolce stil novo a classi interamente allogene) e, d\u2019altra parte, \u00e8 proprio la dismissione culturale il presupposto necessario per far subire agli autoctoni l\u2019invasione programmata senza che oppongano alcuna resistenza. Perch\u00e9 soltanto un popolo gi\u00e0 fiaccato nel proprio radicamento identitario pu\u00f2 farsi terreno di conquista o di rapina senza vendere cara la pelle.<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">A questo sistematico sradicamento e livellamento gli scolari sono sottoposti da lungo tempo, attraverso appositi strumenti pensati e implementati per indottrinarli tutti con lo stesso becchime e anche \u2013 in seconda battuta \u2013 per sventare il rischio che qualche pollo dell\u2019allevamento intensivo globale<\/span> <span style=\"font-weight: 400;\">ceda alla tentazione di guardare oltre la propria stia.&nbsp;&nbsp;<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Nella scuola delle competenze e delle abilit\u00e0 che hanno soppiantato le conoscenze, dove si plasma l\u2019<\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">homo novus<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> e <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">faber<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">, il saper fare ha sostituito il sapere, il bambino deve essere infilato il pi\u00f9 precocemente possibile nel tubo specialistico selezionato per lui, senza prese d\u2019aria n\u00e9 uscite di sicurezza; gli studiosi e i contemplativi sono banditi dal sistema per manifesta inutilit\u00e0. Paradigmatica \u00e8 la mortificazione della storia, in particolare quella antica (a fronte dell\u2019enfasi posta sulla preistoria), a partire dalle elementari \u2013 si preferisce l\u2019appiattimento sulla attualit\u00e0, che \u00e8 asservita alla cronaca e quindi alla propaganda \u2013 cos\u00ec come della filosofia e della storia del pensiero, a partire dalle sue origini; cos\u00ec come, ancora, \u00e8 paradigmatico l\u2019attacco sistematico sferrato alla formazione classico-umanistica che, attraverso l\u2019indagine sull\u2019uomo, la sua indole, il suo passato, la sua natura spirituale, la sua vocazione e il suo destino, rischia di fornire al discente gli strumenti necessari per acquisire un grado di consapevolezza un po\u2019 eccessivo per chi \u00e8 chiamato a essere non tanto un uomo e un cittadino (come voleva l\u2019antica paideia), quanto un suddito modello.&nbsp;<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Ma cos\u00ec si spiega anche l\u2019erosione della nostra lingua: sia lo svilimento di tutti i suoi aspetti culturali, storici, letterari, sia la semplificazione del lessico, favorita anche dall\u2019uso massivo degli strumenti multimediali e dalla ipertrofia dell\u2019inglese (che poi non certo quello di Shakespeare, ma \u00e8 quello del mercato e del supermercato). \u00c8 evidente che, perduto ogni rispetto per il proprio passato e per la custodia della propria tradizione culturale, perde ogni significato anche il dominio della propria lingua: la <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">colonizzazione linguistica e culturale che gioiosamente e masochisticamente ci stiamo autoinfliggendo non \u00e8 altro che un rinnegamento<\/span><span style=\"font-weight: 400;\"> della nostra identit\u00e0 che si esprime nella lingua madre: la lingua che ci fa da madre, letteralmente, un idioma ricco come pochi di storia e di bellezza espressiva, che racchiude una civilt\u00e0 intera, la quale \u00e8 vissuta e vive dentro la sua lingua.<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Al posto di tutto questo ben di Dio, c\u2019\u00e8 per\u00f2 il pacchetto delle famose competenze trasversali (<\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">soft skills<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">), che investono trasversalmente (appunto) tutte le materie e influenzano le relative valutazioni; cio\u00e8, offrono uno strumento di valutazione tanto appuntito quanto inafferrabile e quindi arbitrario e soprattutto avulso e disancorato dalla materia di studio della cui preparazione, in teoria, si tratta di valutare: l\u2019insegnante ha tra le mani un criterio di giudizio che pu\u00f2 convertirsi a piacere, e impunemente, o in un plusvalore repressivo con cui tenere in pugno gli alunni magari eccellenti ma non allineati o, viceversa, in premio gratuito per il somaro che sia dedito al conformismo ideologico.&nbsp;<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><i><span style=\"font-weight: 400;\">Mutatis mutandis<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">, lo stesso retrogusto \u201ctotalitario\u201d si percepisce nella insistenza sulla centralit\u00e0 del gruppo, sul (cos\u00ec definito dagli \u201cesperti\u201d) \u201cbenessere gruppale\u201d: una vera e propria mistica del gruppo classe, che per definizione deve essere concorde e omogeneo. Un altro appello a conformarsi: nella comunit\u00e0 scolastica irenista e omogeneizzata il dissenso \u00e8 istituzionalmente bandito, non c\u2019\u00e8 spazio per chi la pensa in modo divergente.<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Ma pensiamo anche al totem della \u201ceducazione alla legalit\u00e0\u201d. Una parola magica, che emette un suono rassicurante e in apparenza incontestabile, ma che in realt\u00e0 nasconde un equivoco insidioso, e per nulla casuale, perch\u00e9 funzionale a inculcare l\u2019ossequio incondizionato alla legge, ovvero a tutto quanto venga sancito, secondo i riti del sistema democratico (ormai sono superflui anche quelli, in tempi di DPCM selvaggi), dalla autorit\u00e0 costituita. Ma dietro la legalit\u00e0, dietro l\u2019ossequio alla giuridicit\u00e0 formale, viene oscurata e assorbita l\u2019idea di giustizia e il suo valore sostanziale, che ha a che fare con principi oggettivi e resta superiore a qualsiasi legge positiva. Lo dimostra il fatto che le leggi ingiuste esistono <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">e occupano proprio lo spazio in cui la giuridicit\u00e0 formale non si sovrappone alla giustizia sostanziale:<\/span><span style=\"font-weight: 400;\"> sono un fenomeno ricorrente, che ha costellato la storia delle comunit\u00e0 umane, dalla polis antica agli Stati moderni. Ma se la storia ci ha insegnato qualcosa, a partire da Antigone, le leggi ingiuste non vanno obbedite, vanno combattute. <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">La legalit\u00e0, invece, quale oggetto di culto scolastico, e non solo scolastico, tende invece a instillare<\/span><span style=\"font-weight: 400;\"> la deferenza al potere e <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">la fiducia cieca nell\u2019infallibilit\u00e0 dell\u2019istituzione.&nbsp;<\/span><\/p>\n\n\n\n<p>Si pu\u00f2 vedere bene da questi esempi come la scuola non sia pi\u00f9 chiamata a richiedere conoscenze verificabili, ascrivibili al proprio magistero e organiche alle materie di insegnamento, ma \u00e8 chiamata sempre pi\u00f9, attraverso i suoi occhiuti emissari o i suoi esperti, a descrivere comportamenti, a scrutare atteggiamenti, a imporre stili di vita e modi di pensare conformi.<\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Perch\u00e9, nel tempo di tutte le libert\u00e0, abbiamo conquistata una cassaforte piena di obblighi inderogabili. Dentro questa cassaforte c&#8217;\u00e8 il pensiero obbligatorio che copre ogni ideale e ogni esigenza di ragione. Nello specifico, ci sono l\u2019eurofilia e pi\u00f9 genericamente l\u2019esterofilia, l\u2019immigrazionismo, lo scientismo, il darwinismo, l\u2019ambientalismo <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">sub specie<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> mondialista (Greta per intendersi, e Pachamama), l\u2019antirazzismo, l\u2019omofilia, i genderismo, e tanto altro ancora, tutto rigorosamente obbligatorio.<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Un repertorio dogmatico che ora \u00e8 assorbito in blocco dentro il contenitore della educazione civica, nuova materia curricolare obbligatoria a partire dalle elementari, che sfrutta una etichetta familiare, che suona bene, per trasportare tutti i macromotivi delle ideologie in voga: condivide solo il nome di battesimo con la vecchia educazione civica che era ancillare alla storia e riguardava i rudimenti del diritto costituzionale. Ora \u00e8 imperniata fondamentalmente, oltre che sulla cosiddetta cittadinanza digitale (che non manca mai), sull\u2019Agenda ONU 2030 (articolata in 17 goal, cio\u00e8 obiettivi), per <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">fornire in dotazione a tutti gli scolari, a partire dalla pi\u00f9 tenera et\u00e0, il prontuario dei diritti e dei doveri del bravo ominide omologato, ovvero <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">tutta quella paccottiglia mondialista che serve a forgiare masse di incolti, e obbedienti, senza storia, senza radici, senza vera formazione umana, ma che sanno di tecnologia, di imprenditorialit\u00e0, di rifiuti riciclabili, e di altre \u201cabilit\u00e0\u201d assortite. Una umanit\u00e0 conforme, invertebrata, perfettamente fungibile e perci\u00f2 in via di rapida sostituzione. (Probabilmente, tra i doveri del bravo cittadino globale sar\u00e0 presto incluso anche l\u2019esercizio della delazione, come nuova virt\u00f9 civica richiesta nella democrazia panottica che arruola gli informatori di Stato per fare piazza pulita degli untori\/dissidenti).<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">\u00c8 significativa l\u2019insistenza dei programmi sulla \u201ccittadinanza globale\u201d, un ossimoro persino ridicolo. Cittadino \u00e8 colui che abita la <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">polis<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">, che abita lo Stato, che \u00e8 parte cio\u00e8 di un tessuto omogeneo e che per questo \u00e8 anche orgoglioso difensore della propria terra. Adesso l\u2019illusionista collettivo, con uno dei suoi giochi di prestigio, ha sostituito la <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">polis<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> con la cosmopoli, che semplicemente \u00e8 un non-luogo, in cui nessuno \u00e8 nato, in cui nessuno \u00e8 cresciuto e che nessuno conosce, ma in cui ognuno deve essere disperso, una bolla dell\u2019indistinto creata strategicamente per contenere l\u2019apolide, che \u00e8 per l\u2019appunto il non-cittadino.<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">L\u2019obiettivo dell\u2019ONU \u00e8 quello di creare cittadini globali, liquidi, anzi gassosi, e di \u00ab<\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">fare del sistema di istruzione uno dei principali agenti di cambiamento per gli obiettivi dell\u2019Agenda 2030<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">\u00bb in un\u2019ottica di <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">LifeLongLearning<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> (cio\u00e8 apprendimento permanente, cio\u00e8 treeLLLe).<\/span><span style=\"font-weight: 400;\"> La nuova educazione civica risponde proprio a questo richiamo.<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Ma i <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">goal<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> dell\u2019agenda sovranazionale sono gli stessi <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">goal<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> che oggi si fregia di inseguire anche la chiesa, la chiesa che fu cattolica e ora si \u00e8 definitivamente e felicemente convertita alla religione unica di Bruxelles, dell\u2019ONU e dei suoi magnati.<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">\u00c8 in atto un\u2019opera poderosa e meticolosa di omogeneizzazione pilotata dei valori di riferimento: nel sistema di pseudo-valori artefatti, farlocchi, ma orecchiabili e a buon mercato propri della teologia onusiana sono confluiti senza sforzo i cascami del cristianesimo contraffatto e cos\u00ec il tutto pu\u00f2 assumere, per tutti, il volto rassicurante della cosa buona, giusta, moralmente edificante, apparentemente cristiana.<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Siamo di fronte alla saldatura ormai ermetica tra le tecnocrazie sempre pi\u00f9 clericalizzate e la neochiesa ormai completamente despiritualizzata, sotto l\u2019insegna del \u201cnuovo umanesimo\u201d, concetto gesuitico \u2013 chiave di volta del magistero orizzontale bergogliano \u2013 intorno al quale \u00e8 ruotato il discorso di insediamento del Presidente del Consiglio nella sua seconda versione. Oramai queste due galassie sono una cosa sola, parlano la stessa lingua, inscenano le stesse liturgie, inseguono gli stessi identici obiettivi e si spartiscono la stessa torta. In sostanza, professano la stessa fede.<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Puntano insieme, guardacaso, <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">a conquistare il monopolio della educazione.&nbsp;<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Questa santa alleanza \u00e8 suggellata nel grande evento che era in programma per lo scorso maggio in Vaticano, ma che poi, a causa della emergenza sanitaria, \u00e8 slittato al 15 ottobre convertito in modalit\u00e0 \u201ca distanza\u201d: in un videomessaggio<\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\"> urbi et orbi<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> Bergoglio ha invitato tutte le persone di buona volont\u00e0 ad aderire al Global Compact on Education, cio\u00e8 al patto educativo globale definito nella nuova lingua sacra che ha sostituito il latino, \u00ab<\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">per generare un cambiamento su scala planetaria<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">\u00bb in nome di: ecologia integrale, pace e cittadinanza, fraternit\u00e0 e sviluppo, inclusivit\u00e0, sostenibilit\u00e0, resilienza, e (come poteva mancare la nota metafora edilizia) ponti e non muri.<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Ecco quindi che il capo della chiesa postcattolica mette a tema la necessit\u00e0 di \u00ab<\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">ricostituire il patto educativo globale per costruire il futuro del pianeta\u00bb,<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> come da decalogo mondialista risultante dal combinato disposto della Agenda ONU 2030 e della enciclica Laudato s\u00ec, che non sono altro che due facce della stessa medaglia. Ora, per non farci mancare niente, abbiamo anche Fratelli Tutti.<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">\u00c8 nello scenario sopra descritto che si \u00e8 verificato ora un ulteriore cambio di passo. La scuola oggi \u00e8 diventata il banco di prova per l\u2019esercizio di poteri tanto arbitrari quanto incontrollabili, in cui si rispecchia l\u2019immagine di una politica minacciosamente scivolata verso il sopruso istituzionalizzato.<\/span><span style=\"font-weight: 400;\"> Saltata la gerarchia delle fonti del diritto e saltato il principio di legalit\u00e0 della azione amministrativa, siamo all\u2019assurdo che una linea guida o un DPCM (che non esiste <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">in rerum natura<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">, ma \u00e8 un <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">monstrum<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> uscito dal cilindro del sovrano) valgono pi\u00f9 di una legge e della stessa Costituzione.<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">In questa giungla, dove vige la legge del pi\u00f9 forte, chiunque senta di avere una fettina di potere da esercitare, e sia sprovvisto di scrupoli e della riserva aurea del pensiero, viene subito contagiato dalla sindrome del kap\u00f2 \u2013 che ha trovato terreno fertile nella rete burocratica delle scuole \u2013 capace di degenerare in<\/span><span style=\"font-weight: 400;\"> un senso di rivalsa foriero di una vera e propria libidine di comando e di prevaricazione.<\/span> <span style=\"font-weight: 400;\">In un virtuosismo di demenza e di prepotenza di fronte al quale la maggior parte delle persone, suggestionata e intimidita dal piglio e dalle formule autoritarie brandite, mette da parte ogni possibile reazione che il buon senso dovrebbe suggerire.<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">&nbsp;<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">\u00c8<\/span><span style=\"font-weight: 400;\"> l\u2019occasione d\u2019oro per portare a compimento il piano di smantellamento della scuola come luogo della relazione vitale e fertile che lega chi insegna e chi impara e i discenti tra loro. Attraverso la smaterializzazione dei processi di apprendimento e la loro deformazione per mezzo dell\u2019artificio telematico, l\u2019educazione si sterilizza e si disumanizza: la macchina si sostituisce al rapporto umano, lo schermo al libro, la tastiera alla penna.&nbsp;<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">L\u2019alunno si trasforma in <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">paziente,<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> dipendente dalla protesi tecnologica, in predicato di diventare una sorta di automa addestrato ad obbedire alla macchina che gli \u00e8 assegnata in dotazione (in attesa che questa prenda definitivamente il sopravvento; e col pericolo concreto, per i pi\u00f9 piccoli e indifesi, di diventare preda inerme di ogni sorta di rapina morale). Sulla stessa universit\u00e0, trasformata in un ectoplasma, \u00e8 calato un silenzio tombale.&nbsp;<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Ma non basta. Il sistema vuole adesso che l\u2019alunno diventi anche un <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">paziente clinico<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> sotto osservazione permanente dei funzionari della sanit\u00e0, alleati con le autorit\u00e0 scolastiche. Lo stato di salute dello scolaro \u00e8 affidato alle strutture preposte, che vestono la divisa dell\u2019\u201cesperto\u201d, <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">prima e magari in sostituzione della famiglia<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">, la quale rischia di essere posposta o esautorata per presunte esigenze di salute pubblica, o per il miglior interesse (<\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">best interest<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">) del minore stesso. Con il risultato che questi \u00e8 ridotto a materiale di laboratorio, cavia degli esperimenti di cui sopra (UNESCO) ed \u00e8 mascherato, tamponato, tracciato, vaccinato, pena il divieto di accesso e l\u2019emarginazione dal gruppo dei pari.&nbsp;<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Privato, tra l\u2019altro, di quelle sicurezze e di quei punti di riferimento che sono anche le sue difese naturali, <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">in primis<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> la sua famiglia. E fa anche questo parte del piano.<\/span><\/p>\n\n\n\n<p>A questo punto, una volta creati eserciti di individui isolati, indifesi e ostaggi fissi del dispositivo elettronico, l\u2019obiettivo di controllarli, manipolarli, eterodirigerli \u00e8 chiaramente a portata di mano. La propensione alla conformit\u00e0 non si presenta nemmeno pi\u00f9 come una disposizione acquisita, vuoi per attitudine vuoi per costrizione, ma viene proprio inserita nel sistema operativo dell\u2019individuo, impastata insieme alla sua stessa personalit\u00e0 in via di formazione.<\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Del resto, \u00e8 l\u2019ossessione del controllo ci\u00f2 che connota il nuovo totalitarismo democratico, che ha assunto oggi la forma arcigna del <\/span><b>biototalitarismo<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">. E qui \u00e8 d\u2019uopo una breve digressione fantascientifica \u2013 ma fantascientifica solo in apparenza, perch\u00e9 di fatto \u00e8 tutto gi\u00e0 realt\u00e0 anche se quasi nessuno se ne accorge e ne valuta le ricadute devastanti.&nbsp;<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Abbiamo visto come il conformismo sia inoculato per via educativa a mezzo scuola, ma \u00e8 dietro l\u2019angolo un altro tipo, ancor pi\u00f9 penetrante, di conformismo, addirittura genetico. Le nuove tecniche faustiane di ingegneria eu-genetica che sono intimamente e inscindibilmente connesse con la fabbricazione dell\u2019uomo in laboratorio \u2013 il grande affare della provetta, della fecondazione in vitro \u2013 non fanno altro che programmare i connotati dell\u2019essere umano direttamente nella fase preimpianto, su modello zootecnico. Gi\u00e0 abbiamo i bambini aids-free, come le famose gemelline cinesi nate nel 2019 geneticamente modificate con la tecnica CRISPR<\/span><span style=\"font-weight: 400;\"> (cio\u00e8 il procedimento biotecnologico di taglia e cuci molecolare con cui viene tagliato il DNA, vengono sostituiti dei geni, i cosiddetti geni bersaglio, e poi viene ricucita la catena genetica). Un co-scopritore del CRISPR, George Church, lo ha detto a chiare lettere che \u00ab<\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">fare il bambino con il CRISPR sar\u00e0 come vaccinarlo<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">\u00bb. La provetta cio\u00e8, <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">di fatto, pu\u00f2 diventare come una sorta di vaccino preventivo incorporato nel procedimento di fabbricazione del manufatto umano, in modo che questo possa essere consegnato all\u2019aspirante genitore insieme al relativo certificato di garanzia: prodotto immune all\u2019HIV, al morbillo, alla meningite, al Covid, ma anche, per esempio, dotato di ossa indistruttibili, o di orecchio assoluto.<\/span><span style=\"font-weight: 400;\"> Del resto, nel mondo anglosassone la selezione dei bambini con gli occhi azzurri \u00e8 gi\u00e0 oggi realt\u00e0 commerciale (cio\u00e8: si scartano gli embrioni che alla diagnosi pre-impianto risultano con probabile occhio marrone).<\/span><span style=\"font-weight: 400;\"> Di fatto, cio\u00e8, stiamo consegnando ai signori delle farmaceutiche il controllo di qualit\u00e0 e di quantit\u00e0 sulle nostre vite, presenti e future.<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">In cambio dell\u2019illusione di ottenere il figlio perfetto, munito dei connotati scelti da catalogo, liberato a priori da una lista di malattie e affrancato dai rischi connessi alla lotteria della natura, in cambio di questa illusione, cediamo il rubinetto della vita alle multinazionali del farmaco e ai filantropi che le controllano, che possono accenderlo o spegnerlo a piacimento, e condurre impuniti i loro esperimenti eugenetici al riparo del mito scientista. L\u2019agenda stabilisce che l<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">a procreazione, da naturale, deve pian piano diventare sintetica. Cio\u00e8 de-sessualizzarsi (il sesso viene relegato a funzione ricreativa, ma sterilizzato) e spostarsi verso il paradigma della \u201cfertilizzazione\u201d come nella zootecnia (con relative selezioni e manipolazioni tecnologiche). <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Edwards \u2013 lo scienziato che ha conquistato il Nobel per la medicina per aver fatto nascere la prima bambina concepita in provetta, Louise Brown<\/span><span style=\"font-weight: 400;\"> (1978), che quando \u00e8 morto, nel 2013, contava gi\u00e0 qualche milione di \u201cfigli\u201d virtuali<\/span><span style=\"font-weight: 400;\"> \u2013 preconizzava compiaciuto che \u00ab<\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">presto sar\u00e0 colpa dei genitori avere un bambino portatore di disordini genetici<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">\u00bb.<\/span><span style=\"font-weight: 400;\"> Vale a dire che la normalizzazione della provetta deve gradualmente portare verso la demonizzazione della generazione naturale.<\/span><span style=\"font-weight: 400;\"> Il nostro ministero della salute diceva della FIVET che \u00ab<\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">nata come risposta terapeutica a condizioni di patologia specifiche e molto selezionate, sta forse assumendo il significato di un\u2019alternativa fisiologica<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">\u00bb. E \u201calternativa fisiologica\u201d \u00e8 il passaggio che precede appena la \u201cscelta obbligata\u201d: la procreazione naturale, quella affidata alla <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">roulette russa<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> della natura, diventer\u00e0 un rischio assurdo e correrlo sar\u00e0 ritenuta una scelta irresponsabile, da persone civilmente ineducate e anche un po\u2019 egoiste perch\u00e9 oggi il progresso \u00e8 in grado di tecnicamente eliminare gli imprevisti e di esaudire ogni desiderio attraverso la riprogenetica, sterilizzata e selettiva, quella che produce e consegna <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">designer babies<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> su ordinazione, chiavi in mano e in garanzia.&nbsp;<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">E cos\u00ec l\u2019uomo si derubrica a manufatto di precisione, a prodotto industriale come un altro, soggetto alle regole del mercato e alla logica del profitto, diventa un codice a barre, monade senza identit\u00e0, privata persino delle radici di un padre e di una madre, di un grembo e di una famiglia, spezzandosi quella catena che, da che mondo \u00e8 mondo, lega insieme le generazioni.&nbsp;<\/span><\/p>\n\n\n\n<p>Digiuno di cultura, di logica, di storia e di bellezza, il nuovo ominide globalizzato e informatizzato, che emette suoni sconnessi, comunica a mezzo emoticon e fluttua nell\u2019eterno presente e nello spazio virtuale della cosmopoli, ma solidamente educato alla legalit\u00e0, e quindi pronto a obbedire a ogni ordine autoritativo senza chiedersi alcun perch\u00e9, costui cooperer\u00e0 felice alla liquidazione fallimentare della straordinaria civilt\u00e0 a cui, inconsapevole, appartiene, nell\u2019inerzia di quanti dovrebbero avere interesse a frenare lo scempio, di sicuro ne hanno la responsabilit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Ma l\u2019Italia, erede privilegiata di una storia pi\u00f9 che due volte millenaria, \u00e8 terra di elezione di un patrimonio spirituale fatto di pensiero, di lingua, arte, scienza;<\/span><span style=\"font-weight: 400;\"> fatto di una storia tramandata, di una cultura sedimentata, di una identit\u00e0 di sangue e di terra in cui riconoscersi.<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Ovvero, di tutti quegli ingredienti che, soli, possono fare da contrappeso alla miope e disumanizzante prepotenza della tecnica, e da vero antidoto all\u2019imbarbarimento \u2013 di linguaggio, di pensiero, di costumi \u2013 travestito da progresso; ingredienti che, per questo, <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">vanno difesi a tutti i costi contro il delirio di onnipotenza dei signori apolidi del globalismo che stanno tentando sull\u2019Italia, con inusitato accanimento, i loro esperimenti di ingegneria sociale con l\u2019obiettivo di aspirare l\u2019anima di un popolo e di dissolvere una immensa civilt\u00e0.<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Gli italiani non dovrebbero far altro che riscoprirsi degni custodi di tale patrimonio, il che implica la fatica di studiarlo e conoscerlo, per custodirlo e per trasmetterlo alle generazioni a venire. \u00c8 solo da qui che potremo giocarci la rimonta. \u00ab<\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Considerate la vostra semenza: Fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">\u00bb.<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Passer\u00e0 questa sbornia, e qualcuno prima o poi dovr\u00e0 pur ricostruire qualcosa sulle macerie di una societ\u00e0 rimasta senza pi\u00f9 forza di ragione. Per questo, credo sia necessario predisporci fin d\u2019ora a fare ci\u00f2 che molto icasticamente diceva Guareschi in uno dei passaggi pi\u00f9 belli della saga di don Camillo: di fronte al mondo che corre rapido verso la propria autodistruzione e all\u2019uomo che dissipa il patrimonio spirituale che in migliaia di anni aveva accumulato, bisogna fare ci\u00f2 che fa il contadino quando il fiume travolge gli argini e invade i campi: bisogna salvare il seme (letteralmente!). \u00ab<\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Se il contadino avr\u00e0 salvato il seme, quando il fiume sar\u00e0 rientrato nel suo alveo, potr\u00e0 gettarlo sulla terra resa ancor pi\u00f9 fertile dal limo del fiume, e il seme fruttificher\u00e0 e le spighe turgide e dorate daranno agli uomini pane, vita e speranza<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">\u00bb.<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Per tornare a noi, questo significa trovare il modo \u2013 prima che sia troppo tardi, cio\u00e8 finch\u00e9 c\u2019\u00e8 ancora qualcuno che sia in grado di farlo \u2013 per continuare a trasmettere alle nuove generazioni la ricchezza di uno straordinario patrimonio culturale, quel sapere dalle radici profonde che non trova pi\u00f9 spazio nei templi abbruttiti del pensiero usa e getta, delle idee effimere e della omologazione coatta; quel sapere che, invece, produce frutto nel tempo e aiuta a sviluppare liberamente le proprie risorse intellettuali e morali, insieme a una adeguata attitudine critica e a una conoscenza non superficiale delle cose: che \u00e8 capace di offrire, cio\u00e8, gli strumenti speculativi indispensabili per abbracciare la realt\u00e0, interpretare il presente e affrontare il futuro attrezzati come si conviene, perch\u00e9 \u00e8 pi\u00f9 che mai necessario esserlo, oggi, attrezzati.&nbsp;<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Occorre in conclusione trovare ad ogni costo, nella palude del conformismo deteriore che ci affligge e che ci sta soffocando, il modo per formare ancora delle menti libere e, in quanto libere, capaci di essere fieramente antagoniste.<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><em>Testo della relazione alla nona edizione del convegno internazionale\u00a0&#8220;<a href=\"https:\/\/asimmetrie.org\/eventi\/euro-mercati-democrazia-2020\/\">Euro, mercati, democrazia&#8221;, dal titolo &#8220;&#8230; e conformismo&#8221;<\/a>, svoltosi a Montesilvano (PE) nei giorni 17 e 18 ottobre 2020.<\/em><\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Il video dell&#8217;intervento<\/h3>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<div class=\"video-oembed is-youtube responsive-container\"><iframe title=\"EMD 2020 | La Scuola - Elisabetta Frezza\" width=\"500\" height=\"281\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/fqHEcPbhBow?start=12&#038;feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/div>\n<\/div><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La scuola c\u2019entra, eccome, con il conformismo. 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