Il crescente diffondersi, a livello di produzione di massa, dell’adozione di nuove tecnologie informatiche che consentono la verifica e il controllo da remoto e in tempo reale del funzionamento di prodotti di uso comune, quali ad esempio elettrodomestici e autovetture, insieme all’effetto combinato dei principi generali del diritto della proprietà intellettuale e dell’emergere di nuove figure contrattuali per la gestione dei rapporti tra produttori e utenti, stanno creando i presupposti perché, in un futuro non molto lontano, chi acquista prodotti essenziali per condurre una vita normale subisca una significativa riduzione, ai limiti dello spossessamento di fatto, del diritto di godere pienamente e di disporre dei beni che ha già acquistato. Tale spossessamento appare ancora più grave in quanto sarebbe consentito da norme di diritto privato in tema di proprietà intellettuale e dall’operare delle ordinarie regole contrattuali, dunque restando limitato alla sfera dei rapporti privatistici, con la conseguenza di rendere più difficile per i poteri pubblici intervenire con il loro potere regolatorio. Lo scritto dapprima individua i fattori, di natura tecnologica e di ordine giuridico, che hanno contribuito al verificarsi del fenomeno, per poi analizzare le ragioni dell’insufficienza degli strumenti giuridici attualmente disponibili per contrastarlo, auspicando un intervento legislativo, a livello nazionale e di Unione Europea. Nella parte finale del contributo vengono individuati due possibili linee di intervento, con riguardo, rispettivamente, alla disciplina della proprietà industriale ed intellettuale e al codice del consumo, trattando sommariamente il tema dalla compatibilità delle modifiche in questione con l’ordinamento internazionale e unionista.
27 Luglio 2026
- Autori
- Mark Bosshard Università degli Studi di Parma
- Keywords
- prodotti smart, proprietà industriale, proprietà intellettuale
- JEL Codes
- L68, L86, L91




